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Dipartimento per le politiche di sviluppoMinistero dello Sviluppo Economico
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  Studi di Fattibilità

Nel 1999 il CIPE (con le delibere n. 106 -pdf, 19 Kb- e 135 - pdf, 31 Kb- del 1999) ha promosso l’avvio di oltre 393 studi di fattibilità, co-finanziandone al 50 per cento i relativi costi a valere sulle risorse stanziate per le aree sottoutilizzate.

L’obiettivo dell’iniziativa del CIPE era quello di generare un parco di idee progettuali “robuste” per accelerare e qualificare l’utilizzo delle risorse nazionali e comunitarie della programmazione 2000-2006. Più in generale, con gli studi co-finanziati, il CIPE intendeva promuovere la diffusione di uno strumento tecnico in grado di motivare e dare supporto alle decisioni di investimento.

Gli studi di fattibilità hanno infatti l’obiettivo di trasformare una iniziale idea-progetto in una specifica ipotesi di intervento identificando, specificando e comparando più alternative con la funzione di individuare modalità diverse di soddisfazione del bisogno e di realizzazione dell’idea originaria. La produzione di un set di informazioni consente all’autorità politico amministrativa competente una decisione fondata e motivata per la allocazione delle risorse per gli investimenti pubblici. Attraverso gli studi è possibile, inoltre, individuare preventivamente gli ostacoli esistenti per la realizzazione degli investimenti programmati e quindi accelerare il successivo iter progettuale e attuativo.

Da un punto di vista normativo è possibile consultare

  • l'art. 4 della legge 144 del 1999 (pdf, 110 Kb) – che prevede lo studio di fattibilità per le opere di costo complessivo superiore a 10,3 milioni di euro (20 miliardi delle vecchie lire)
  • l'art. 6 della legge n. 166 del 2002 (pdf, 117 Kb) (che rivede la legge quadro sui lavori pubblici 106 del 1997) confermando la centralità degli studi di fattibilità e ne estende le finalità

L'UVAL ha svolto una funzione di supporto tecnico e di monitoraggio sullo stato di attuazione e degli sviluppi progettuali degli Studi di fattibilità co-finanziati dalle delibere 106 e 135/1999, producendo periodicamente delle relazioni al CIPE. Sono disponibili:

  • La Prima relazione (pdf, 1.90 Mb) , presentata al CIPE nella seduta del 24 ottobre
    2002 (dati di monitoraggio aggiornati al Giugno 2002)
  • La Seconda relazione (pdf, 214 Kb), presentata al CIPE nella seduta del 29 settembre
    2003 (dati di monitoraggio aggiornati al Giugno 2003)

In esecuzione della delibera 89/2002 (pdf, 14 Kb) e nel quadro delle attività della Rete dei Nuclei di valutazione, l’UVAL coordina due iniziative volte alla diffusione del metodo degli studi di fattibilità:

  • l’impostazione di una “banca dati” degli studi di fattibilità, a partire dagli studi finanziati ex delibera n. 70/1998;
  • la predisposizione, di documenti di indirizzi tecnici, procedurali, organizzativi e metodologici per l’impostazione, la realizzazione, il monitoraggio e la Studi di Fattibilità (è stato pubblicato ad esempio, sul Numero 3, anno 2005, di MATERIALI UVAL uno studio dedicato a “Il mercato delle consulenze per gli investimenti pubblici: opportunità o vincolo?”).

L’Unità di Valutazione partecipa inoltre, con funzioni di orientamento tecnico, alla impostazione e realizzazione dell’attività, prevista dalla delibera CIPE 62/2002 (pdf, 16 Kb), di Advisoring di Sviluppo Italia per la fase attuativa degli studi di fattibilità.