L’indicatore prescelto è pari al Tasso di irregolarità del lavoro
Fonte: Istat, Conti economici regionali
L’indicatore rappresenta la quota delle unità di lavoro irregolari sulle unità di lavoro totali. Secondo la definizione standardizzata a livello internazionale, il lavoro irregolare corrisponde alle attività continuative svolte senza il rispetto della normativa vigente; occasionali, svolte da persone che si dichiarano non attive in quanto studenti, casalinghe, pensionati; svolte dagli stranieri residenti e non regolari; plurime non dichiarate alle istituzioni fiscali.
Il fenomeno non riguarda unicamente le politiche dirette all'emersione, ma anche lo sviluppo territoriale, e su di esso possono avere influenza azioni in campi della politica regionale molto diversi (dalla sicurezza alle politiche attive del lavoro, agli incentivi alle imprese, alla gestione delle aree di insediamento industriale, fino addirittura alla logistica merci, etc.).
Tavole e grafici (xls, 762 Kb) per ciascun indicatore sono costantemente aggiornati e riportano l’ultima annualità disponibile. I dati riferiti al tasso di irregolarità del lavoro a partire dall'anno 2001 tengono conto della revisione della contabilità nazionale effettuata al marzo 2008. Le informazioni sostituiscono integralmente quanto precedentemente pubblicato. Si osserva dunque una rottura della serie storica tra il 2000 ed il 2001.
Tasso di irregolarità del lavoro (%) nelle Regioni del Mezzogiorno

Nota: Nell'arco dell'ultimo decennio, il tasso di irregolarità del lavoro non è diminuito in maniera visibile, raggiungendo una punta massima pari al 23,1 per cento nel 2002, con qualche segnale di lievissimo miglioramento nel 2004. La Calabria rimane la regione in cui si manifesta la quota più elevata di irregolarità del lavoro, con una tendenza ad ulteriore peggioramento negli ultimi anni. In generale, il contenimento del fenomeno riscontrato in alcune regioni (come Abruzzo, Campania e Sardegna) non è stato sufficiente per controbilanciare l'incremento dell'irregolarità nelle altre.
Tasso di irregolarità del lavoro (%) nel Mezzogiorno con valori target (aggiornati al giugno 2008)

Nota: L'ipotesi diretta coincide con l'ipotesi stimata dal coordinamento del gruppo di lavoro, in cui il target Mezzogiorno è ottenuto per combinazione dei target indicati dalle singole Regioni, il tasso di irregolarità del lavoro si ridurrebbe dall'attuale 19,6 per cento al 16,8 per cento entro il 2013, valore comunque di gran lunga superiore a quello attuale del Centro Nord (pari a 9,3 per cento nel 2005).
Tasso di irregolarità del lavoro (%) nell’Obiettivo Convergenza con valori target (aggiornati al giugno 2008)

Nota:L'ipotesi diretta coincide con l’ipotesi stimata dal coordinamento del gruppo di lavoro, in cui il target dell'Obiettivo Convergenza è ottenuto per combinazione dei target indicati dalle singole Regioni, il tasso di irregolarità del lavoro si ridurrebbe dall'attuale 20,3 per cento al 17,6 per cento entro il 2013.