Il "Progetto Monitoraggio" nasce nel maggio 2003 con l'obiettivo di rafforzare il sistema di monitoraggio degli Accordi di Programma Quadro (APQ).
Nel corso degli anni il Progetto si è arricchito di nuovi obiettivi ed indirizzi; in particolare, in attuazione di quanto previsto dal QSN 2007-2013, contribuisce oggi a realizzare e promuovere il monitoraggio unitario, finalizzato a fornire una visione integrata dell'andamento complessivo della politica regionale, nelle sue due componenti: nazionale (Fondo Aree Sottoutilizzate - FAS) e comunitaria (Fondi Strutturali comunitari).
L'approccio innovativo introdotto dal QSN richiede necessariamente la definizione di procedure comuni di attuazione degli interventi e la realizzazione di una base informativa unitaria. In tale prospettiva, il Progetto Monitoraggio si innesta nel più ampio processo di realizzazione della Banca Dati Unitaria (fisicamente presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze), che raccoglierà le informazioni provenienti da tutte le Amministrazioni titolari di Programmi, assicurando l'omogeneizzazione dei dati e delle procedure di controllo degli stessi.
In riferimento alla componente FAS del flusso informativo unitario, con il Progetto Monitoraggio il DPS intende dare risposta alle principali esigenze di programmazione, attuazione e controllo della politica regionale, attraverso azioni di natura organizzativa ed informatica.
Un primo passo in tal senso è stato compiuto dal DPS con lo sviluppo del "Sistema Gestione Progetti" (SGP), strumento di supporto all'attuazione dei programmi, alla gestione degli interventi e, più in generale, all'espletamento delle procedure di monitoraggio.
Destinatari
Il Progetto è rivolto a tutte le Amministrazioni coinvolte nei processi di monitoraggio degli interventi finanziati con il FAS, tra cui il DPS, altre Amministrazioni centrali, le Regioni e le Province Autonome, i numerosi "soggetti attuatori" degli interventi sparsi sul territorio.
Articolazione e contenuti
Il Progetto Monitoraggio è stato organizzato in due fasi principali:
- La fase "Valutazione e Piano di Azione" ha definito un modello di monitoraggio (Modello di riferimento-Ipotesi di evoluzione alla luce della delibera CIPE sull'attuazione del QSN) di riferimento per le Amministrazioni (coerente con i principi del QSN) ed ha condotto un'attività di analisi e valutazione dello scostamento dei vari contesti regionali rispetto al modello. A fronte delle aree di miglioramento rilevate (Valutazione dello scostamento), è stato individuato un set di azioni mirate (raccolte nel "Catalogo delle Azioni"), in grado di fornire una risposta efficace alle diverse esigenze di carattere organizzativo, procedurale ed informatico evidenziate dalle Amministrazioni (Piano di azione generale);
- La fase di "Attuazione del Piano di Azione" è finalizzata alla realizzazione delle iniziative definite nella fase di "Valutazione e Piano di Azione".
La prima fase si è conclusa a luglio del 2008, mentre la fase di "Attuazione del Piano di Azione" è stata avviata a settembre 2009 ed è articolata in due gruppi di attività:
- Azioni di Fase A, attività centralizzate e finalizzate a supportare l'attivazione degli strumenti realizzati (SGP) e la definizione della nuova disciplina di riferimento per il monitoraggio degli interventi finanziati dal FAS, in coerenza con i principi del QSN. Le azioni di Fase A includono, altresì, la progettazione delle azioni da erogare nei confronti delle Regioni e alle Province Autonome (Azioni di Fase B). Dal punto di vista degli interventi informatici, sono in corso iniziative di rafforzamento degli strumenti a supporto dell'intero ciclo di programmazione, monitoraggio e trasferimento, attraverso l'integrazione dei relativi sistemi informatici. In particolare, è in via di realizzazione uno strumento di analisi e di supporto alle decisioni: l'"Ambiente Conoscitivo del FAS";
- Azioni di Fase B: si tratta di interventi a vantaggio delle Regioni e Province Autonome, finalizzati a colmare gli scostamenti rilevati nella fase di "Valutazione e Piano di Azione" e definiti organicamente in un Piano d'Azione per ciascuna Regione/Provincia Autonoma (Progettazione esecutiva piani regionali). Sono previste azioni di natura organizzativa, quali l'analisi e il disegno dei processi e dell'organizzazione, l'erogazione di interventi di formazione ed, altresì, interventi sui sistemi informativi locali, ad esempio revisione e/o integrazione degli attuali strumenti applicativi e della sottostante architettura. Nella Fase B saranno realizzate anche azioni trasversali, a beneficio di tutte le Amministrazioni coinvolte, per facilitare e promuovere l'attivazione degli strumenti realizzati.
La governance
Per garantire il successo dell'iniziativa, la Conferenza Stato-Regioni ha istituito specifici organismi di indirizzo e controllo, quali punto di riferimento costante per il Progetto Monitoraggio:
- Comitato di Indirizzo: composto da 3 membri nominati dal Ministro dello Sviluppo Economico e dal Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, fornisce indirizzi e linee guida ed è chiamato ad assicurare il buon andamento del Progetto.
- Comitato di Gestione: composto, oltre che dal MISE-DPS, da 5 rappresentanti delle Regioni e Province Autonome, ha il compito di dare attuazione alle iniziative previste dal Progetto.
- Segreteria Tecnica: costituita nell'ambito della Direzione Generale per la Politica Regionale Unitaria Nazionale, svolge il ruolo di Project Management e attua le attività legate alle iniziative per il rafforzamento del sistema di monitoraggio.
- Referenti Regionali: ciascuna Regione identifica un referente con il compito di attivare tutte le risorse regionali e locali necessarie per il corretto svolgimento delle attività progettuali.
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